Regione Molise

Cultura ed enogastronomia

Ultima modifica 24 novembre 2017

Cultura

La lingua croata

All’inizio del XVI secolo, per sfuggire all’oppressione turca, le popolazioni balcaniche si riversarono lungo la costa nei pressi del monte Biokovo; ma a causa del sovraffollamento e delle modeste risorse economiche del territorio limitato, furono costretti a trovare altri sbocchi per la sopravvivenza. A ciò provvide la Repubblica di Venezia che già dall’inizio del XV secolo dominava questi territori, nello specifico la Dalmazia centrale: in accordo con il Regno di Napoli, la Repubblica di Venezia trasferì queste popolazioni nei territori dell’Italia centro meridionale, rimasti pressoché deserti a causa del devastante terremoto del 1456 e della successiva pestilenza del 1495.

Le popolazioni slave s’insediarono principalmente lungo la costa adriatica dell’Italia ed occuparono le regioni disabitate, dove ripopolarono e riedificarono gli antichi borghi.

Cinque secoli dopo, tra i vicoli di Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise, sopravvie ancora il suono suggestivo della lingua croato-molisana “naš jezik” (“la nostra lingua”), tramandata oralmente di generazione in generazione. Denominata anche na-našo, che vuol dire “a modo nostro”, la lingua ha mantenuto le sue caratteristiche integrando anche termini italiani e dialettali. Oggi il croato-molisano a Montemitro viene ancora utilizzato nelle conversazioni quotidiane ed è la lingua con cui la comunità si relaziona abitualmente.

 

Enogastronomia

La cucina di Montemitro, oltre a prodotti d’eccellenza come salumi, vini, olio e formaggi, comprende anche piatti come: la “paparolizzata”, piatto premiato come Prodotto topico della Valle del Trigno nel 2015, che riunisce pietanze tradizionali: patate lesse con paprika, sarde fritte, peperoni secchi fritti; la testina di agnello con cacio e uovo e patate al forno; gli spaghetti alla chitarra conditi con mollica di pane fritta; i kolači, tradizionali biscotti ripieni di marmellata e frutta secca.